Le radici del nostro servizio

Enrica Fuortes

Una vocazione radicale al servizio, vissuta come maternità elettiva verso gli ultimi.

Enrica Fuortes, fondatrice della Comunità Emmanuel

Enrica Fuortes nasce a Giuliano di Lecce, nel comune di Castrignano del Capo, il 20 ottobre 1934. Fin da bambina si distingue per un carattere vivace, sensibile e generoso. Cresce osservando l’esempio dei genitori, che aiutano con discrezione le persone più bisognose, e proprio da questa educazione matura in lei una naturale inclinazione alla carità, espressa fin da piccola attraverso piccoli gesti silenziosi e concreti.

Durante gli anni del liceo entra nell’Azione Cattolica, diventandone presto un punto di riferimento. Dopo la maturità intraprende diversi percorsi di studio – tra cui il pianoforte e Scienze Naturali – ma nessuno di questi riesce a rispondere fino in fondo ai suoi desideri più profondi. Per un periodo pensa persino di lasciare tutto per dedicarsi in modo radicale alla preghiera e al servizio dei poveri. Alla fine sceglie di iscriversi alla Scuola Superiore di Servizio Sociale, conseguendo il diploma di Assistente Sociale.

Inizia a lavorare presso il Centro Italiano Femminile di Lecce, accompagnando ragazze in difficoltà, e successivamente all’Ospedale Psichiatrico di Foggia. Da questa esperienza viene allontanata per aver denunciato con coraggio le condizioni in cui vivevano i pazienti. Dopo altre esperienze nel sociale, diventa Responsabile dei Servizi Sociali di Maglie, incarico che manterrà fino al 1982. Parallelamente si dedica con intensità al volontariato in diverse associazioni, assistendo persone disabili e altre situazioni di fragilità.

L’incontro con Padre Mario Marafioti e con il gruppo del Rinnovamento nello Spirito segna in modo profondo il suo cammino. In quel contesto matura una vocazione radicale al servizio che, nel Natale del 1980, la porta a lasciare la famiglia d’origine per fondare a Lecce il primo nucleo di accoglienza della Comunità Emmanuel.

Quando, nel 1982, l’allora Vescovo di Lecce, Mons. Michele Mincuzzi, chiede alla giovane Comunità Emmanuel di fare qualcosa per i tossicodipendenti, Enrica risponde con la stessa radicalità che aveva già orientato tutta la sua vita. Lascia la Casa Famiglia, si trasferisce al km 4,5 della via Lecce-Novoli e fonda il primo Centro di Accoglienza per ragazzi con problemi di droga.

Questa missione la vive come una vera e propria “maternità elettiva”: accoglie, sostiene, cura e accompagna centinaia di ragazzi. Nei primi anni offre anche assistenza sanitaria diretta e, proprio a causa di questo impegno totale accanto ai più fragili, contrae il virus dell’HIV, che le verrà diagnosticato nel 1994.

Nonostante la malattia, continua a sostenere la Comunità Emmanuel e i ragazzi accolti con la stessa fedeltà e lo stesso amore che avevano segnato tutta la sua esistenza. Rimane accanto a loro fino all’ultimo respiro. Muore il 13 novembre 1997.

Nel 1998 le viene conferita, dall’allora Presidente della Repubblica Italiana Oscar Luigi Scalfaro, la Medaglia d’Oro al Merito Civile, con una motivazione che ne sintetizza in modo essenziale la testimonianza: “per la sua vita dedicata ai più poveri e bisognosi”.

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