Comunicato stampa
DL Carcere e dipendenze: Intercear accoglie con favore la svolta verso cura e riabilitazione

L’approvazione definitiva alla Camera delle modifiche al DL Carcere relative al Testo Unico sugli stupefacenti rappresenta un passaggio di fondamentale importanza per il sistema di recupero e per il mondo delle dipendenze.
«Consentire alle persone con problematiche di dipendenza di accedere a programmi terapeutici e comunitari, anziché scontare la pena in carcere, significa restituire centralità alla cura, alla riabilitazione e al reinserimento sociale.»
Come Intercear, accogliamo questo provvedimento come un segnale di grande civiltà e concretezza.
L’alternativa alla detenzione ribadisce la priorità clinica del percorso terapeutico e riabilitativo rispetto alla permanenza in carcere, riconoscendo che la dipendenza richiede interventi di cura, accompagnamento e reinserimento sociale.
Ogni giorno trascorso in cella, anziché all’interno di un programma terapeutico, è un tempo sottratto alla speranza, alla ricostruzione della persona e alla possibilità concreta di un nuovo progetto di vita.
Un risultato atteso dal sistema delle comunità
Il provvedimento recepisce istanze per le quali la rete dei coordinamenti regionali si è battuta a lungo, chiedendo che alle persone con problematiche di dipendenza venisse riconosciuta la possibilità di accedere a percorsi di cura alternativi alla detenzione.
Si tratta di un importante riconoscimento del lavoro svolto dalla cooperazione sociale, dalle comunità terapeutiche e dal Terzo Settore, impegnati quotidianamente nell’accoglienza, nella riabilitazione e nel reinserimento delle persone.
Il riconoscimento al Dipartimento e al Sottosegretario Mantovano
Intercear esprime il proprio plauso al Dipartimento per le Politiche contro la Droga e le Altre Dipendenze e al Sottosegretario di Stato, On. Alfredo Mantovano, che ha riconosciuto il valore di questa svolta legislativa, definendola una scelta di civiltà.
La norma è il primo passo
Sappiamo, tuttavia, che l’approvazione della norma rappresenta soltanto l’inizio del percorso.
Affinché la riforma non rimanga sulla carta, è necessario creare condizioni operative concrete e omogenee su tutto il territorio nazionale.
Occorre quindi investire risorse adeguate, rafforzare la rete dei servizi e consolidare la collaborazione tra istituzioni, magistratura, servizi territoriali e comunità terapeutiche.
Le condizioni necessarie per rendere efficace la riforma
- garantire fondi adeguati per i programmi terapeutici e riabilitativi;
- rafforzare la collaborazione tra magistratura, servizi pubblici e comunità terapeutiche;
- aumentare la capacità di accoglienza della rete comunitaria;
- assicurare criteri e procedure omogenee su tutto il territorio nazionale;
- sostenere concretamente gli operatori e le realtà del Terzo Settore impegnate nei percorsi di cura e reinserimento.
Un punto di partenza da rendere concreto
L’approvazione delle modifiche rappresenta un buon punto di partenza e un’importante attestazione di fiducia nei confronti del sistema delle comunità terapeutiche.
La priorità, adesso, è rendere la norma realmente applicabile nei territori, attraverso fondi, risorse e una solida sinergia istituzionale.
Intercear continuerà a presidiare questo percorso con responsabilità e impegno quotidiano, affinché il diritto alla cura possa tradursi in opportunità concrete di recupero, dignità e reinserimento sociale.
«La priorità clinica della comunità e del percorso riabilitativo deve prevalere rispetto al carcere. Ora servono risorse e sinergia istituzionale per rendere la norma realmente applicabile.»
Intercear