Testimonianze
Servizio Civile a Eboli: un’esperienza che può cambiare la vita
Le testimonianze di Mariangela, Carmen e Giovanna, giovani impegnate nel progetto di Servizio Civile Universale “Arte della Condivisione” presso il Centro di Eboli della Comunità Emmanuel.
A cura di Emanuela de Donatis.
“È un’esperienza che aiuta a formarsi e a conoscere da vicino una realtà spesso discriminata, messa da parte e giudicata.”
Che cosa può significare, per una persona tra i 18 e i 28 anni, scegliere il Servizio Civile Universale?
Al Centro di Eboli della Comunità Emmanuel, il progetto “Arte della Condivisione” offre ai giovani la possibilità di conoscere da vicino il lavoro educativo e riabilitativo svolto nell’ambito delle dipendenze, trasformando il servizio in un’esperienza di formazione personale, responsabilità e partecipazione.
Mariangela, Carmen e Giovanna raccontano come sono arrivate al Centro, ciò che stanno imparando e perché consiglierebbero questa esperienza ad altri giovani.
Mariangela: dalla teoria all’esperienza sul campo
Mariangela ha scelto il Servizio Civile per conoscere una realtà nuova, sperimentarsi e comprendere concretamente ciò che aveva studiato durante il percorso al Liceo delle Scienze Umane.
Dopo il diploma si era iscritta al corso di laurea in Scienze Politiche, ma alcune difficoltà familiari l’hanno portata a interrompere gli studi e ad avvicinarsi al mondo del lavoro. È stato in quel periodo che ha conosciuto il Servizio Civile Universale.
Dopo nove mesi trascorsi nel progetto, racconta di aver scoperto un mondo che prima non conosceva:
“Mi ha fatto capire ciò che c’è dietro la teoria della psicologia e dell’approccio pedagogico. È un’esperienza che aiuta a formarsi e io mi sono formata. Continuerò a farlo qui, al Centro di Eboli, fino alla conclusione dei dodici mesi.”
A una persona della sua età consiglierebbe di scegliere questa esperienza, soprattutto nell’ambito delle dipendenze, perché permette di conoscere una realtà spesso discriminata, messa da parte, giudicata e non realmente osservata.
Carmen: un’opportunità ancora poco conosciuta
Dopo il diploma, Carmen aveva inizialmente pensato di iscriversi all’università. In seguito ha cambiato idea e ha deciso di partecipare alla selezione per il Servizio Civile.
Ha scoperto il bando cercando informazioni online. Quando ha incontrato il progetto della Comunità Emmanuel, ha sentito il desiderio di vivere un’esperienza a contatto con le persone accolte.
Dopo nove mesi presso il Centro di Eboli, racconta di essersi trovata bene con gli accolti, con l’équipe, con i responsabili del Centro e con l’Operatore Locale di Progetto, figura di riferimento e accompagnamento per i volontari.
“Dopo aver iniziato, ho detto ai miei amici, ai miei parenti e ai miei cugini di informarsi sul nuovo bando e di approfittare di questa opportunità, che ancora poche persone conoscono.”
Carmen consiglierebbe questa esperienza a molti altri giovani, anche perché tanti non sanno ancora che cosa sia realmente il Servizio Civile Universale e quali possibilità possa offrire.
Giovanna: dal tirocinio alla scelta di continuare
Giovanna è arrivata al Centro di Eboli attraverso un tirocinio universitario di quattro mesi, previsto dal corso di laurea in Scienze dell’Educazione dell’Università di Salerno.
Avendo la possibilità di scegliere l’ambito nel quale svolgere il proprio tirocinio, ha deciso di avvicinarsi al settore delle dipendenze.
Terminato il periodo previsto dall’università, ha scelto di non interrompere il rapporto con il Centro:
“Avevo deciso di continuare a fare volontariato e venivo due volte alla settimana. Quando ho saputo della possibilità di presentare domanda per il Servizio Civile, ho deciso di proseguire questo percorso.”
Il progetto “Arte della Condivisione”
“Arte della Condivisione” è uno dei progetti di Servizio Civile Universale presentati dal Consorzio e dalla Comunità Emmanuel nell’ambito del programma “La persona al centro 2024”.
Il progetto opera a Lecce, Oria, Triggiano, Salandra ed Eboli e mira a prevenire le problematiche connesse ai comportamenti di dipendenza. Attraverso il rafforzamento educativo e riabilitativo, intende ridurre il rischio di recidiva e favorire il reinserimento sociale e lavorativo.
Le attività sono rivolte anche a minori adolescenti fragili e particolarmente vulnerabili al consumo di sostanze.
Gli altri progetti del programma sono:
- “A scuola con Emmanuel”;
- “Freedom First: la libertà innanzitutto”;
- “Rigeneratori transculturali”.
Tutti i progetti sono iniziati nel settembre 2025 e si concluderanno nel settembre 2026.