Testimonianze
“Ricucire la propria vita”: la rinascita di Rossella
La testimonianza di Rossella, accolta nel Centro Femminile della Comunità Emmanuel.
“Oggi posso dire che sto ricucendo la mia vita, pezzo dopo pezzo. Non è facile, ogni giorno è una sfida. Ma continuo a provarci.”
Mi chiamo Rossella e da diciotto mesi vivo in Comunità per affrontare la mia dipendenza dall’alcol.
La mia è stata una vita segnata da alti e bassi, da ferite profonde e da un progressivo smarrimento di me stessa.
Per troppo tempo ho dato valore soltanto agli altri e a ciò che gli altri pensavano di me. Io, invece, non esistevo quasi più.
Quando sono arrivata in Comunità ero distrutta, mentalmente e fisicamente. Non riuscivo nemmeno a camminare.
L’alcol mi aveva tolto tutto: energia, lucidità, dignità. I primi mesi sono stati durissimi. Non volevo accettare la mia situazione,
mi sentivo persa, senza una via d’uscita.
Poi, lentamente, qualcosa ha iniziato a cambiare. Grazie all’aiuto degli operatori ho trovato la forza di andare avanti.
Giorno dopo giorno ho ricominciato a camminare: prima con fatica, poi con passi sempre più sicuri. Dentro di me, però, restava una domanda dolorosa:
vivere o lasciarsi andare?
Nel mio percorso ho attraversato anche grandi dolori. Ho perso la mia famiglia, ho vissuto lutti profondi, mi sono sentita sola,
senza più un motivo per continuare. Ma mi sono aggrappata alla fede e ho iniziato a fare piccoli passi.
Oggi so che la vita è preziosa e che non vale la pena sprecarla.
All’inizio pensavo che sarei rimasta in Comunità per sempre. Oggi non lo penso più. Qualcosa dentro di me è cambiato.
Ho iniziato a prendermi cura di me stessa, delle persone che mi stanno accanto e della mia vita.
Un ruolo importante lo ha avuto anche il corso di sartoria al quale Rossella ha preso parte insieme ad altre donne accolte del centro femminile.
«Non avevo mai fatto un’esperienza del genere – dice Rossella – e invece mi ha appassionata.
Mi sta insegnando tanto e rappresenta per me una possibilità concreta per il futuro.
Essendo sola, avere una prospettiva lavorativa è fondamentale per costruirmi una vita dignitosa e serena.
Per me quel laboratorio non è solo un’attività: è un modo per immaginare un domani, per sentire che posso ancora imparare,
essere utile, rimettere insieme ciò che sembrava perduto.
Non è la prima volta che affronto un percorso di recupero. Nel 1994 ero riuscita a liberarmi dalla tossicodipendenza,
ma la vita mi ha messo davanti ad altre prove durissime. L’alcol è arrivato come una fuga dal dolore,
anche se in realtà non mi è mai piaciuto bere. Cercavo solo di non sentire più la sofferenza.
Oggi sono diciannove mesi che non bevo. Sto meglio: dormo, penso con più chiarezza, riesco a relazionarmi con gli altri.
Non sono più aggressiva. L’alcol mi rendeva violenta, soprattutto con me stessa e con chi mi voleva bene.
Un giorno ho detto basta. E quel “basta” ha segnato l’inizio della mia rinascita.
Non è facile. Ogni giorno è una sfida. Ci sono momenti in cui faccio fatica, ma continuo a provarci.
Se oggi non riesco, mi dico che domani andrà meglio. Mi impegno a mantenere i miei impegni, con calma e determinazione».
Oggi posso dire che sto ricucendo la mia vita, pezzo dopo pezzo.
Ringrazio la Comunità e tutti gli operatori che ogni giorno mi sostengono, senza lasciarmi mai sola.
È grazie a loro, e alla mia volontà, che oggi posso guardare avanti con speranza.
E so che, nonostante tutto, ce la farò.


