Michele

Testimonianze

Lecce, Villa Marsello

Le Istituzioni incontrano gli accolti a Villa Marsello

Il 21 maggio, Il Dirigente dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Lecce, ha incontrato, a Villa Marsello, gli accolti dei Centri Terapeutici maschili di Lecce.

Incontro tra rappresentanti della Polizia di Stato e accolti dei Centri Terapeutici maschili di Lecce a Villa Marsello

“Sorrisi, saluti, un incontro e… si vive un “frammento di straordinaria umanità”.

«Sono Michele, 15 anni di dipendenza da sostanze».

«Sono Michele, 15 anni di dipendenza da sostanze. A 30 anni ho cominciato a fare uso di cocaina».

«Ciao, Michele, ti posso interrompere? Sono stato dirigente del Commissariato di Nardò».

«Mi conosci? Ah, mi hai arrestato tu?»

«Eh sì!».

«Ora la sto riconoscendo! Sì, sì, ci siamo visti prima, ci siamo salutati e ci siamo dati la mano… Ora la sto riconoscendo. Essendo stato arrestato il 16 agosto, vedendola qui non avevo collegato, e non ero sicuro che fosse lei…».

«Per quello mi sono avvicinato, volevo salutarti, e non volevo andarmene senza farlo».

«Io la devo ringraziare! Quando ci siamo visti ad agosto volevo uccidermi – avevo tentato il suicidio – e lei mi disse: “Michele vai in carcere 3/4 giorni…”. Aveva capito quello che stavo vivendo! Da quella volta non ho più avuto modo di incontrarla. Quello è stato il periodo più brutto della mia vita e lei, in un certo senso, mi ha protetto.

Poi ho cominciato il cammino nella Comunità Emmanuel – ora è la Comunità che mi protegge – però il primo passo è stato il suo, ed è stato fondamentale! Anche prima di quella volta c’erano stati dei tentativi di suicidio, fatti solo per richiamare l’attenzione, ma l’ultimo è stato quello più devastante, l’incontro con lei è stato provvidenziale.

Grazie commissario, mi ha salvato la vita! E oggi mi ha commosso veramente!».

«Grazie anche a te per queste parole!».

Il commissario e Michele si salutano. Michele si allontana, e il commissario aggiunge:

«In quell’occasione, per l’arresto, andai io insieme alla volante perché noi oggi lo vediamo tranquillo, ma allora le sue reazioni non erano tranquille e avrebbe continuato a fare quello che aveva in testa… però quel 16 agosto, vedendomi, si calmò e ascoltò il consiglio di passare qualche giorno in carcere».

Il Commissario capo della Polizia di Stato con cui Michele dialoga è proprio il Portavoce del Questore. 33 anni, cura gli aspetti legati agli eventi di promozione della legalità e rappresenta la “Polizia di Prossimità”. Un’esperienza, questa, che ci ricorda che quando senso del dovere ed empatia si incontrano, si può anche salvare una vita.

Le testimonianze raccontano il valore concreto della Comunità Emmanuel: percorsi di cura, relazioni significative e incontri capaci di aprire nuove possibilità di vita.

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